Ecco agosto, dopo maggio di fragole e panna, e giugno di gambe distrutte, e luglio caldo di pranzi al mare.. ecco agosto con me a lavorare sodo tra tavoli di drink e chiacchiere, agosto di orari stancanti, di lenzuola accaldate d'amore, di Vespe e soli ardenti, di notti lunghe e certezze accoglienti nell'anima..
Kira si gode il ghiaccio virtuale del pavimento bianco, il mio amore è fuori casa e nonna Eva riposa.. io qui a sperare in piccolo desideri attesi, ad ascoltare il rombo che torna.. è qui..!
sabato 9 agosto 2008
domenica 27 aprile 2008
Luisito
Luisito sta cercando di farsi strada con tutte le buone speranze per un'atmosfera di gioco e mare.. chissà. Intanto c'è la polvere d'aprile di un fine mattinata a percorrere una salita verso il sentiero, un linguone assetato ma trotterellante, dita lisce da sfiorare, il sole e il manto blu vicino a una spiaggia che suona. Una famiglia affamata e il sapore della zucca, il riposo dei birbanti e le mie parole.martedì 22 aprile 2008
Dolce aprile.
E così, arrivato il bel giorno, non deve mancare un uomo che mi ami così tanto da svegliarmi a forza quando farò l'addormentata, che butti giù la porta del bagno quando lo starò facendo aspettare troppo, che non abbia paura di essere ogni tanto un vampiro sotto qualche luna, e che sia capace di esserlo ovunque e comunque e non sempre nel letto [...]
Un uomo che non smetta di esserlo con me perché si immagina che non voglio, ma che mi costringa a volerlo fare anche se io non voglio, a tutte le ore e in qualsiasi posto, comunque e ovunque, sotto i ponti, sulle scale antincendio, nel gabinetto di un aereo mentre la gente dorme in mezzo all'Atlantico, e che pure nelle tenebre esteriori o negli epiloghi più ciechi sappia sempre che sono io quella che è con lui, e che sono io e nessun'altra l'unica che è stata fatta su misura per renderlo felice ed essere felice con lui [...]
Te: quel povero diavolo con cui sono fuggita nuda fin da prima di nascere, quello a cui sorvegliavo il respiro mentre dormiva per essere sicura che fosse vivo e che fosse mio, e gli controllavo ogni angolo della sua pelle di neonato per badare che non gli mancasse nulla: né un solco in più, né un poro in meno né altro che potesse turbare il riposo di quanto era mio.
Ho letto d' un fiato l'ultimo libro-opera di Gabriel G.Marquez, racconto intitolato "Diatriba d'amore contro un uomo seduto", dai tocchi essenzialmente teatrali, al sapore di movimenti da sipario, rose e specchi.. nulla di assolutamente personale visto che al mio uomo dedico proprio i versi più belli, quelli più rossi. Da dedicare ad un mio senso di intendere amore e passione, al sentimento intestino in sé.
Un uomo che non smetta di esserlo con me perché si immagina che non voglio, ma che mi costringa a volerlo fare anche se io non voglio, a tutte le ore e in qualsiasi posto, comunque e ovunque, sotto i ponti, sulle scale antincendio, nel gabinetto di un aereo mentre la gente dorme in mezzo all'Atlantico, e che pure nelle tenebre esteriori o negli epiloghi più ciechi sappia sempre che sono io quella che è con lui, e che sono io e nessun'altra l'unica che è stata fatta su misura per renderlo felice ed essere felice con lui [...]
Te: quel povero diavolo con cui sono fuggita nuda fin da prima di nascere, quello a cui sorvegliavo il respiro mentre dormiva per essere sicura che fosse vivo e che fosse mio, e gli controllavo ogni angolo della sua pelle di neonato per badare che non gli mancasse nulla: né un solco in più, né un poro in meno né altro che potesse turbare il riposo di quanto era mio.
Ho letto d' un fiato l'ultimo libro-opera di Gabriel G.Marquez, racconto intitolato "Diatriba d'amore contro un uomo seduto", dai tocchi essenzialmente teatrali, al sapore di movimenti da sipario, rose e specchi.. nulla di assolutamente personale visto che al mio uomo dedico proprio i versi più belli, quelli più rossi. Da dedicare ad un mio senso di intendere amore e passione, al sentimento intestino in sé.
mercoledì 26 marzo 2008
mu..si..ca..
Uscire di casa con un ululato urlante, e spremere il passo sul ritmo..
diapositive di attimi e sensazioni, alzando il volume.
Una buonanotte soave, con me che scendo verso il mare, osservo pezzi d'Italia e ritrovo il suono negli occhi della gente, respirando il riflesso delle parole che cantano.. l'acqua e le sottili schiume delle onde, lingue straniere e pelli più scure, un "Ciao" che sembra la risacca del mio videoclip esistenziale.. e poi un goccio di armonie più alte, pensando alla passione delle labbra, alla luna da regalare, a come può guardarmi la gente mentre canto e musico il mio andare.. e la dolce danza di una stanza con le volte alte, piena di tesori da scartare.
diapositive di attimi e sensazioni, alzando il volume.
Una buonanotte soave, con me che scendo verso il mare, osservo pezzi d'Italia e ritrovo il suono negli occhi della gente, respirando il riflesso delle parole che cantano.. l'acqua e le sottili schiume delle onde, lingue straniere e pelli più scure, un "Ciao" che sembra la risacca del mio videoclip esistenziale.. e poi un goccio di armonie più alte, pensando alla passione delle labbra, alla luna da regalare, a come può guardarmi la gente mentre canto e musico il mio andare.. e la dolce danza di una stanza con le volte alte, piena di tesori da scartare.
martedì 25 marzo 2008

Ieri eravamo forse verdi, comunque "volanti" tra le fronde di un freddo impazzito di primavera e il gioco del sole che attendeva il tramonto negli angoli di una terra selvatica, strana.
Fluttuare battendo i passi insieme e tenerti la mano sfiorandola dalla tasca, le parole con la gente, le gocce sul vetro e le strisce di cielo sulla musica calma.
Un cestino riempito di piccole cose, il vento che forzava la gioia di una gonna troppo corta su calze arancioni, la mia serena felicità di averti lì accanto.
Un tavolo a casa del diavolo spruzzato di acqua santa, profumo di tartufo scivoloso in bocca burrosa e un Bolgheri da impastarci e legarci la bocca di risate di cuore, allegre e matte.. dolce fiordilatte e chicchi di pinoli, i tuoi occhi di ragazzo e il tuo, nostro essere che mi batteva dentro guardandoti. Mi sono sentita tremendamente innamorata!!
Marzo.
"Di che colore è il dolore?", domandò la stella al ciliegio.
"Del colore che prende il mare quando il sole si abbandona tra le sue braccia. Un blu profondo, selvatico".
"Di che colore sono i sogni?".
"I sogni? I sogni hanno il colore del tramonto".
"Di che colore è la gioia?".
"Ha il colore del meriggio, stellina".
"E la solitudine?":
"La solitudine è color viola".
"E il bene? Di che colore è il bene?".
"Ha il colore degli occhi di Dio", rispose l'albero.
"Di che colore è l'amore?".
"L'amore ha il colore della luna quando è piena".
La stella lo guardò negli occhi e gli sorrise.
E tutte le fate e le creature magiche si aggrapparono alla
gonna della notte e ballarono.
Alkioni Papadaki, "Il colore della luna".
- la scrittura viola non è sinonimo di mia solitudine, anzi.. il profumo d'ambra si è lentamente smorzato nella stanza, gli occhi pelosi continuano a dormire beati sulla loro poltrona d'onore e io.. qui.
"Del colore che prende il mare quando il sole si abbandona tra le sue braccia. Un blu profondo, selvatico".
"Di che colore sono i sogni?".
"I sogni? I sogni hanno il colore del tramonto".
"Di che colore è la gioia?".
"Ha il colore del meriggio, stellina".
"E la solitudine?":
"La solitudine è color viola".
"E il bene? Di che colore è il bene?".
"Ha il colore degli occhi di Dio", rispose l'albero.
"Di che colore è l'amore?".
"L'amore ha il colore della luna quando è piena".
La stella lo guardò negli occhi e gli sorrise.
E tutte le fate e le creature magiche si aggrapparono alla
gonna della notte e ballarono.
Alkioni Papadaki, "Il colore della luna".
- la scrittura viola non è sinonimo di mia solitudine, anzi.. il profumo d'ambra si è lentamente smorzato nella stanza, gli occhi pelosi continuano a dormire beati sulla loro poltrona d'onore e io.. qui.
lunedì 17 marzo 2008
Medusa..
[caffè]
domenica 16 marzo 2008
frullati di idee.
L'orario di questa pagina di idee continua ad essere sregolato.. sono le sei del pomeriggio, Kira che russa di gusto e la pancia che parla di digestioni sbrodolanti dopo un pranzo in famiglia.. mesi passati, marzo in guardia tra Primavere cantanti e nuvole di ribellione celeste, tante ore andate, d'amore, risate, mancanze e cammini.. a chi scrivo? mi piace pensare che io scriva un pò a me stessa, frullando succose tutte le idee e le arti inesplose del mio essere. Buon pomeriggio al mondo.. tre ore ancora e guarderò Aurora suonare le corde della sua chitarra..
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